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OPEM: l'importanza di essere una squadra
da newsletter 91 del 31 marzo 2024

Facciamo i complimenti ai 27 volontari del nostro Comitato che hanno ottenuto la qualifica OPEM superando brillantemente l’esame finale del primo corso organizzato quest’anno! Facciamo anche un grosso augurio ai volontari che hanno da poco intrapreso questo corso organizzato per la prima volta presso la sede di Terre di Castelli a Spilamberto!

Vi lasciamo con le impressioni di Sabrina Natali, fresca di qualifica OPEM ottenuta proprio dopo l’ultimo corso organizzato a Modena.

“La prima cosa che ho compreso entrando in Croce Rossa è stata l’importanza del “fare squadra” e per una persona come me, abituata a fare per conto mio, è una sfida che mi ha messo subito alla prova.

Questa cosa si è ripresentata ancora più forte seguendo il corso OPEM.

Sin dall’inizio del mio percorso ho compreso l’importanza di formarsi costantemente per affrontare al meglio le situazioni di emergenza e di essere parte di una squadra unita e preparata. Questo corso ha rappresentato un’opportunità preziosa per ampliare le mie conoscenze e rafforzare il nostro legame come volontari.

Dal primo incontro ho potuto comprendere l’evoluzione straordinaria della Protezione Civile Italiana nel corso degli anni che, attraverso numerose calamità e tragedie, ha avuto la capacità di trasformarsi in una realtà pronta ad affrontare le emergenze nel miglior modo possibile.

Le esperienze tragiche vissute nel nostro Paese hanno fatto comprendere la necessità di un’organizzazione più efficace e preparata per gestire situazioni di emergenza di ogni portata.

Dopo ogni calamità, facendo un bilancio delle lezioni apprese, sono state implementate nuove misure e protocolli per migliorare la risposta alle emergenze future. Si è iniziato a investire in formazione, tecnologia e risorse umane, creando un sistema di protezione civile sempre più efficiente e coordinato facendo della Protezione Civile un punto di riferimento insostituibile.

Essere un Operatore di Emergenza all’interno della Croce Rossa è un valore aggiunto, perché porta con sé oltre al bagaglio di esperienze della P.C. la storia unica di una organizzazione che basa ogni sua azione su principi fondamentali come l’umanità e il volontariato.

Grazie a persone straordinarie ho iniziato ad affrontare un viaggio interiore che mi ha portato a riflettere profondamente sul significato del volontariato e sulla mia capacità di aiutare gli altri. Ho compreso che essere un Operatore d’Emergenza richiede molto più di competenze pratiche e conoscenze tecniche. Richiede una predisposizione interiore, una volontà di guardarsi dentro e interrogarsi su sé stessi. Durante il corso, ci è stato chiesto di esplorare le nostre motivazioni più profonde e di valutare se siamo realmente pronti ad affrontare le sfide emotive e psicologiche che possono sorgere nell’aiutare le persone in difficoltà. Questo esercizio di auto-riflessione mi ha portato a confrontarmi con le mie paure e i miei limiti.

Ho capito che per essere veramente efficace nel soccorrere gli altri, devo imparare a guardare dentro di me, ad accettare le mie vulnerabilità e a volermi più bene. Devo imparare a gestire lo stress, l’ansia e il dolore che possono derivare dall’affrontare situazioni di emergenza. Solo così potrò essere non solo utile alle persone in difficoltà, ma anche un sostegno per i miei “colleghi” Opem.

Il termine del corso si è svolto presso la Consulta di Marzaglia dove siamo stati accolti da istruttori esperti che ci hanno guidato attraverso una serie di esercitazioni pratiche. La prima sfida è stata il montaggio di una tenda a cinque archi. Grazie alle istruzioni e al supporto della squadra, siamo riusciti a completare il compito con successo. Ho imparato l’importanza della cooperazione, dove ogni azione deve essere eseguita con precisione, in sincrono e ovviamente in sicurezza.

Successivamente, siamo passati a riempire di sabbia i sacchi di juta, che vengono utilizzati in caso di problemi idrogeologici come, per esempio, l’erosione degli argini o fontanazzi. Il lavoro è stato fisicamente impegnativo, ma grazie ad alcuni trucchi “salva schiena” ce la siamo cavata abbastanza bene, tenendo conto ovviamente del fatto che si trattava di una simulazione.

L’esercitazione che meglio mi ha fatto apprezzare l’operare “insieme” è stata senza ogni dubbio il formare una catena umana per passarci i sacchi di sabbia. La coordinazione e la fiducia reciproca sono stati fondamentali per mantenere un ritmo costante e portare a termine la “missione”. Fatico a descrivere la sensazione che ho provato…mi sono sentita davvero parte del gruppo! L’ultima prova è stata la creazione di una barriera con i sacchi: ho compreso che ne occorrono davvero tantissimi per mettere in sicurezza anche solo un breve tratto.

Questo corso e in particolare la giornata passata presso la Consulta è stata un’esperienza interessante, stimolante e gratificante che penso abbia rafforzato il nostro spirito di squadra e la nostra determinazione nel proseguire il nostro percorso e continuare a migliorarci.

Doverosi i ringraziamenti!

Vorrei ringraziare di cuore i miei colleghi del corso e tutti gli istruttori che ci hanno accompagnato in questo percorso. Li ringrazio per la pazienza, per il loro impegno la passione e la dedizione dimostrata.

Ringrazio il boss Fabrizio Panizza, Camilla Corradini della CRI di Sassuolo, le sorelle Chiara Galli e Margherita Beggi e l’instancabile e onnipresente Bridget.

Un ringraziamento speciale a Myriam Pellegrini per avermi dato tanti importanti spunti di riflessione.

E ora… attendo con impazienza il campo di aprile!”