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Simulatori, lo scoglio divertente della CRI - TERZA PARTE
da newsletter 62 del 30 novembre 2022

Il Pulmino si trasforma in un berciare simile al Mercato di Porta Portese, con tanto di stazione di baratto di ogni genere di oggetti: mani finte, tubi per creare lesioni o fingere intestini, liquidi appiccicosi non meglio definiti. Ma è quando un simulatore chiede improvvisamente silenzio, che devi sta’ zitto e attento. Dal borsone, con fare maestoso e occhi brillanti, estrae ciò a cui nessuno di noi era in quel momento preparato. Ella sventola maestosa l’ultimo ritrovato del mercato dell’hard-core. Felice del suo acquisto e conscia della sua particolare bravura nel fai da te, indica il futuro nascituro pendolante da un posticcio cordone ombelicale sapientemente collegato. L’entusiasmo generale sale a livelli inimmaginabili alla vista di tale rappresentazione minuziosa e, perdendo qualunque tipo di inibizione, si odono le prime domande “Ma la fanno solo di una misura?” o “Ma in che shop sei andata e quanto è costata?” o “Ti giuro che è migliore di quella che ho visto alle Gare Nazionali …”

Eh, sì. Uomo, Donna o Simulatore che tu sia, devi essere pronto anche a questo. Soprattutto a comprendere che nel mondo della Simulazione tutto è lecito e che Skill che prima d’ora avevi sottovalutato, ora possono fare di te un artigiano professionista.

Le state annotando? Per fare questo sporco lavoro bisogna essere ingegnosi e dediti allo story telling, vedere oltre gli oggetti utilizzandoli non sempre per il ruolo in cui sono stati progettati, possedere una forte immaginazione empatica e senso scenico. Il tutto, è sicuramente condito da colleghi con mani di fata, spregiudicato senso gotico, psicopatologie latenti e carattere scaltro.

D’altro canto, stavo sottovalutando l’autista, che a prima impressione mi sembrava impegnatissimo nel non voler realizzare ciò che sta accadendo dietro di lui. Con un certo imbarazzo propone a grossa voce di fermarsi ad un autogrill per un caffè. Lo folgoro con lo sguardo. “Ok. Non è stata una bella mossa …” mormora sterzando il volante verso l’area di servizio.

Simulatori, lo scoglio divertente della CRI - SECONDA PARTE
da newsletter 61 del 15 novembre 2022

I ricordi di un Simulatore pongono sempre la palla al centro di un immaginario campo da gioco. E un po’ come lanciare un pezzo di pane a Piazza San Pietro e attendere fiduciosi l’arrivo dei Piccioni. La sfera d’oro viene così raccolta da una veterana specializzata in simulazioni di persone anziane. Calca gli occhiali sul naso, stringe lo sguardo, arruffa i capelli e, incurvando la schiena si avvolge in un improbabile scialle verde dai moppini consumati. Inizia a battere sulle spalle del collega con l’indice e, guardandolo negli occhi con lo sguardo fuori dai grandi occhiali, stride: “Giovanotto!!! Che cosa è un un responscoso lì? È un tuo amico?” – E prontamente … – “Ginetta, certamente è un mio amico e vi saluta con estremo riguardo …”.

Tutti sappiamo che a Ginetta va dato del Voi e che non deve essere contraddetta. Specialmente quando ritorna insistentemente in tante simulazioni. La palla, caduta rovinosamente di mano al Giovanotto che aveva iniziato il racconto, viene raccolta dalla collega seduta accanto alla vecchina. Fino ad allora era rimasta china fino al petto nel proprio borsone a rovistare. Improvvisamente, alza le braccia con un grandissimo sorriso, sventolando due fettucce rosse. L’Harley Quinn dei noantri, finisce col serrare le sue treccine col nastro purpureo e inizia ad incalzare l’anziana per le caramelle che quest’ultima non si è ricordata di acquistare. Il temperamento squillante e peperino tipico dell’infante, infastidisce presto la Ginetta popolare che tenta fallacemente di slacciarsi la cintura di sicurezza, per spostarsi di posto. Ve l’avevo detto che certi personaggi non possono stare troppo tempo accanto … Vi avevo avvisato. Ricordatelo per le prossime volte.
I primi tafferugli vengono sedati dall’apparizione di biscotti e cioccolatini. I simulatori, ora calmi e in riflessione, sgranocchiano cibo e si preparano per il secondo sketch, scrutandosi con lo sguardo. 
Perché sapete… un simulatore non molla mai, e quando è nel personaggio … non desiste.
Rumore di Tosse. Tosse forte e continua. Un grido si leva dagli ultimi posti con la mano alzata … “C’è un Medicooooooo? … La vecchia non respira … fate l’Aimelicce!” Improbabili modalità con cui colpire la vecchia, vengono proposte dagli astanti. C’è chi pensa all’estintore e a come usarlo, chi cerca nei borsoni racchette da tennis e assi di legno. Ginetta ancora tossisce rovinosamente e non riesce a parlare. Naturalmente la collega premurosa inizia a farle una raffica di domande: “Cosa stavate mangiando? Ma vi ricordate fosse rotonda o quadrata? Sappiate che è importante per assestare il colpo in maniera precisa. Ma era cioccolato o amarena? Se fosse cioccolato potrebbe bastare dell’acqua bollente …” Ginetta agita la mano in senso di negazione … 
Perché noi Simulatori ce le cerchiamo le buone opportunità di un arresto cardiaco e, se sei uno in gamba, sfrutti la fantasia imparando dagli altri e segni sul tuo taccuino magico per eventuali occasioni future. Ma il viaggio era appena iniziato …

Simulatori, lo scoglio divertente della CRI - PRIMA PARTE
da newsletter 59 del 15 ottobre 2022

È ora che voi sappiate chi e cosa è un Simulatore! È necessario che vengano svelati tutti i pericoli che squadre ben formate sventano ogni volta, il grado di concentrazione e l’addestramento che le nostre attività richiedono. È giunto il momento che io vi racconti cosa veramente accade in quei momenti e che nessuno di voi, indossatori di divise rosse seriali, ha mai saputo… 

Per l’evento, partiamo necessariamente di mattina presto. Molto presto. Troppo. Tanti provengono dalle provincie di Modena e dei più, non ho mai visto volti. Ma non è un problema. Un Simulatore lo riconosci fra mille che indossano la divisa. E spesso, è lui a trovare te.
Prima di convergere al punto di incontro, scruto l’autista. Un ragazzino sbarbato dal viso sereno. Sapete, noi simulatori abbiamo l’autista privato, siamo una classe di lusso… provate voi a simulare una signora del sud Italia. Che grida per 20 scene di 15 minuti, riposando solo 5 minuti fra una scena e l’altra. Che sbraccia di continuo nel suo strizzatissimo vestito giallo ocra, perché la sua casa ORA sta andando a fuoco. E poi provate a portarla via…con MAMMA’ che è ancora DENTRO casa … E ditemi che, a fine simulazione, riuscite a guidare 2 ore per tornare a casa. Potreste essere in una delle mie storie raccontate come Eroe del Giorno. 

“Ma tu lo sai che dovrai portare un pulmino di Simulatori, vero?” Lo sbarbato mi guarda. Sorride e aggrotta le sopracciglia, giocherellando nervosamente con una bottiglia d’acqua.

La chat della squadra si anima già dalle 3 di mattina. C’è chi inizia con chiamate di gruppo cercando di svegliare tutti ad una certa ora. Chi manda foto con scritto “Partiti in zona cesarini!” sperando di non essere lasciati a piedi dal pulmino che li aspetta. Nell’attesa, c’è anche chi sfotte i presenti millantando di essere il più bravo nel simulare l’incosciente nella sua beneamata immobilità. 

Nel frattempo, fra chi ascolta, c’è qualcuno che posta immagini di scene passate che confermano quanto raccontato dal collega. 20 minuti a pancia sotto, in una posizione improbabile, in una pozza d’acqua. E i vari livelli della pozza innalzati dalla continua pioggia. Eh sì, perché quando si fanno ciak ripetuti della stessa scena, non si può cambiare posizione o modo di simulazione per non avvantaggiare o svantaggiare nessuno. Il Simulatore lo sa ed quindi è adattabile. Ha anche skill di apnea, se richieste. 

Al punto di ritrovo, il nostro Autista carica gran parte dei grandissimi borsoni dei simulatori. “Ma che ci avete messo dentro??” – borbotta l’autista. “Ginetta l’avete tolta dalla borsa l’ultima volta?” Tutti scuotono il capo allargando le braccia e cercano di ricordare dove mai sia finita. Solo l’autista rimane interdetto da tale scena, ma tace fingendo di non ascoltare. 

Prendiamo posto con molte difficoltà. Ci sono dei personaggi che è meglio che non siano troppo vicino ad altri. “Ricordate quando sono rimasto appeso fuori da un finestrino di una macchina in fiamme, in stato unresponsive? C’era così tanto fumo di fumogeni in quella simulazione, che per i primi 10 minuti non mi ha notato nessuno. Cercavo di non ridere per non piangere!” Quello è il fischio di inizio.