Principi

Le campagne di sensibilizzazione sono rivolte alla popolazione e hanno come obiettivo quello di diffondere i principi fondamentali e i valori umanitari che permettono ai Delegati di andare nei paesi in conflitto e ricordare a tutte le parti che l’uso della forza e la violenza hanno un limite posto dal “diritto delle genti” e dalle Convenzioni di Ginevra.

Gli Stati hanno riconosciuto, in Convenzioni e Leggi nazionali, che le persone che non prendono (o non prendono più) parte alle ostilità hanno diritto ad essere rispettati, così come devono essere posti dei limiti all’impiego di mezzi e metodi di guerra, al fine di limitare le sofferenze inutili ed eliminare i mali superflui.

La visione di guerre lontane, di violenze ascoltate e non viste sta lasciando sempre più il posto a concrete immagini di violenze vicine: da intere popolazioni che cercano la salvezza e chiedono riconoscimenti di asilo alle più nostrane violenze verso l’Altro, lo Straniero, in generale.

L’aggressività “ignorante” colpisce tutto e tutti: è il caso dell’intensificarsi di attacchi agli operatori sanitari nei teatri di conflitti in tutto il mondo, un fenomeno che da qualche tempo è diventata anche una storia italiana. Per quanto, con la pandemia in corso, appaia più temperata, tuttavia i tanti casi di violenza contro il personale medico e infermieristico anche nelle città italiane induce a sensibilizzare la popolazione sulla particolare tutela e protezione che devono essere riconosciuti a queste categorie.

Le reiterate violenze contro gli ospedali, i luoghi di cura, i veicoli di soccorso e gli operatori sanitari impediscono l’assistenza sanitaria nelle zone di conflitto armato, cioè nei contesti in cui tale servizio è ancor più indispensabile.

A fianco di queste iniziative, quale quella “Io sono un bersaglio” e “Health care in danger” rimangono cogenti quelle che mirano alla conoscenza e alla diffusione del Diritto Internazionale Umanitario attraverso l’organizzazione locale e la segnalazione delle diverse tipologie di attività formative regionali (corsi, convegni, tavole rotonde, giornate informative).

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Tutte le iniziative che sono sviluppate dal Comitato di Modena e da altri Comitati hanno come obiettivo quello di formare o di rafforzare la cultura della tolleranza intesa come riconoscimento di diritti a tutti gli appartenenti al genere umano, nelle aree in conflitto, nelle catastrofi umanitarie o nella vita reale e quotidiana del nostro Paese in pace.

Diffondere il DIU equivale a creare una maggiore coscienza umanitaria in tempo di pace e far comprendere i limiti della guerra sia ai militari che ai civili, compito ancora più necessario e complesso in questa epoca dove in tanti conflitti la figura del combattente e quella del civile appaiono fluttuanti e interscambiabili.

Per quanto in Italia non siano presenti conflitti, è compito della Croce Rossa sensibilizzare i cittadini di tutte le età e per questo vengono organizzati eventi formativi nelle scuole elementari e medie-inferiori quali il “Raid Cross” che attraverso un gioco di ruolo mira a formare le nuove generazioni al riconoscimento dei diritti fondamentali anche nelle situazioni dove l’Umanità è meno presente: la guerra.

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